teatro ... cinema, le rappresentazioni dei Rioni

Chi si avvicina al mondo medievale e a tutte quelle attivita' legate alla ricostruzione di eventi storici avra' a che fare, prima o poi, con i problemi riguardanti la reperibilita' del materiale necessario, a partire dall'abbigliamento. L'Associazione Rioni Borgo insigne di San. Colombano al Lambro non si limita soltanto ad organizzare l'oramai tradizionale Guiderdone nel mese di settembre, ma una delle principali attivita'  proprio la realizzazione di tutto ciò che può servire alle proprie rappresentazioni come costumi e armi ma anche veri e propri strumenti di guerra oppure soltanto oggetti normalmente utilizzati da nobili e gente comune in epoca medievale. In questa sezione vi faremo conoscere tutti i  progetti della nostra Associazione, sia quelli già realizzati che quelli di prossima realizzazione. Entrerete così nei laboratori delle nostre sarte e nelle officine dei Mastri Armaioli.

LA GABBIA

Strumento di tortura medievale per estorcere confessioni o per punire  i condannati. Era fatta di ferro e normalmente non presentava il fondo, in modo che il condannato penzolasse all’esterno. Veniva usata in diversi modi.  Poteva essere appesa alle mura del castello dove il condannato veniva lasciato esposto al pubblico scherno O a morire di fame. Nella versione tedesca, si legava un grosso gatto selvatico sull'addome nudo del prigioniero chiuso nella gabbia; poi la bestia veniva tormentata e punzecchiata finche preso dalla furia e dalla disperazione
strappava con le unghie e con i denti la carne della vittima sotto di sé, rosicchiandolo fino alle budella. Nella versione “femminile”, la condannata, adultera o prostituta, veniva legata all’interno della gabbia e quindi immersa nel punto del canale in cui confluivano gli scarichi delle fogne; questa tecnica era molto usata nel Medioevo
Le immagini in sequenza:
il progetto, la realizzazione, l'utilizzo
   
ARIETE  
Nell'anno 1402 gli abitanti di San Colombano (Banini), oppressi da angherie e soprusi da parte dello strapotere dei Visconti, assalgono il Castello e la Rocca sterminando la guarnigione ducale e saccheggiando tutti i palazzi del Ricetto, insediamento urbano collocato all'interno delle mura del Castello. Da ricerche storiche fatte su antichi testi risulta che l'assalto avvenne ad opera di un ariete. L'ariete fu una fondamentale arma di distruzione. L'invenzione dell'ariete fu a lungo attribuita ai Cartaginesi. Si legge infatti in un trattato di ateneo sulle macchine d'assalto, che i cartaginesi l'avessero usato per la prima volta nell'assedio di Gades, oggi Cadice, in Spagna, nel 206 a.c. nel corso della seconda guerra punica. In realtà l'ariete appare in diverse raffigurazioni storiche, come le pitture egizie e i bassorilievi degli Assiri. L'ariete venne adottato anche nel medioevo usato come strumento d'urto per abbattere porte o creare brecce nelle mura durante gli assedi. E' costituito da una trave molto grande avente all'estremita' una grossa
scultura in legno o in bronzo spesso a forma di  ariete per evocare il modo di attacco a testa bassa. La trave era manovrata da più uomini, ma talvolta per evitare oscillazioni era anche sostenuta da una struttura in legno o semplicemente poggiata su carri. Le dimensioni dell'ariete e la sua potenza erano in rapporto con l'ostacolo da abbattere. E' scritto che, nel corso della terza guerra punica, i romani misero in azione due arieti mastodontici, uno dei quali venne addirittura manovrato alle corde da 6000 uomini, che agivano di concerto al comando di un ufficiale, con la precisione ritmica di un solo soldato. La ricostruzione dell'ariete è possibile ammirarla nella corte del castello.